MARCATORI
| Alexandre Pato | 9 |
| Ricardo Izecson Kakà | 9 |
| Ronaldo di Assis MoreiraRonaldinho | 7 |
giovedì 23 aprile 2009
TRASFERIMENTO BLOG!!!
sabato 21 marzo 2009
"Kakà? In panca e poi in Brasile"

"Kakà sta abbastanza bene ma non credo che giocherà dall'inizio e poi partirà per giocare con il Brasile". Nella testa di Ancelotti, però, c'è un solo obiettivo, "tornare a giocare in Champions". Il prossimo ostacolo verso questo obiettivo è ilNapoli di Donadoni, ex compagno di squadra: "Sicuramente un amico che si è sistemato in una società ambiziosa, anche se di certo non mi dispiacerebbe fargli un torto".
Venerdì l'ex allenatore dell'Inter Roberto Mancini ha sostenuto che il Barcellona è stata la miglior squadra europea degli ultimi anni, ma Ancelotti non è d'accordo. "Negli ultimi anni il Milan è stata la squadra più forte in Europa. Ora si sta avvicinando il Liverpool che potrebbe fare la sua terza finale in cinque anni come abbiamo fatto noi e di sicuro a livello europeo ha fatto più del Manchester United".
Ancelotti commenta con un sorriso anche la battuta con cui Mancini ha detto che il presidente del consiglio Silvio Berlusconi è di fatto l'allenatore del Milan. "E' stata una battuta - osserva -. E' vero che il presidente si interessa delle questioni della squadra ma è talmente intelligente che non può pensare di fare l'allenatore del Milan perché sa che in quel posto c'è una persona capace. Quindi mi delega".
domenica 15 marzo 2009
300 VOLTE PIPPO

La settimana delle belle notizie, dei recuperi di due tra gli infortunati rossoneri d'eccezione, Kakà e Ronaldinho, culmina con la trasferta di Siena. Partita ostica, su un campo difficile: i bianconeri davanti al proprio pubblico in questa stagione hanno perso due sole partite e ne hanno pareggiate 5. Particolarmente solida e compatta la formazione toscana che, sempre in casa, ha subito fino a questo punto 7 sole reti.
Mister Carlo Ancelotti non riserva sorprese dell'ultimo minuto e, per tentare di espugnare l'Artemio Franchi e mettere sempre più al sicuro un posto in Champions, schiera l'11 titolare atteso alla vigilia: Abbiati, Zambrotta (300 presenze in serie A), Maldini, Favalli, Jankulovski, Flamini, Pirlo, Ambrosini e Beckham nuovamente alle spalle (come contro l'Atalanta) della coppiaInzaghi e Pato. Impressionanti i numeri delle due punte rossonere: 12 gol in campionato per il Papero, due sole reti dalle 300 da professionista e dalle 110 con la maglia del Milan per Superpippo. Tre i Palloni d'Oro rossoneri in panchina: Shevchenko e, appunto, i recuperati Kakà e Ronaldinho che, fermi rispettivamente dal 7 e dal 19 febbraio, evidentemente non hanno ancora i 90 minuti nelle gambe.
Il tecnico bianconero Marco Giampaolo risponde con Curci, Zuniga, Portanova, Brandao, Del Grosso, Vergassola, Codrea, Barusso (e non Jarolim), Kharja, Maccarone e a sorpresa, al suo fianco, Calaiò. A disposizione, tra gli altri, Ghezzal e Amoruso. Galloppa squalificato.
A differenza di altre uscite stagionali in cui la difesa bianconera si è caratterizzata per il pressing alto, nei primi minuti il Siena sembra lasciare spazi alla manovra rossonera. E al 6' è Flamini ad approfittarne, inserendosi in area di rigore e trovando ilcontatto con la gamba di Kharja. Per il Signor Ayroldi è calcio di rigore tra le proteste dei tifosi toscani. Batte forte Pirlo, Curci intuisce ma non ci arriva. Vantaggio Milan.
Al 9' i rossoneri sono costretti a rinunciare a Christian Abbiati per un brutto infortunio al ginocchio subito in seguito a uno scontro fortuito con Favalli. Al suo posto entra Dida, all'esordio in campionato.
Il Siena reagisce: comincia a pressare con più intensità e cerca la via del gol prima con un bel destro al volo di Maccarone dal limite che però finisce fuori alla sinistra di Dida, poi con un colpo di testa di Calaiò che cerca l'incrocio dei pali ma termina alto sopra la traversa.
Al 37' ammonito Ambrosini per fallo su Kharja: diffidato, salterà la trasferta di Napoli. Il calcio di punizione battuto da Del Grosso viene bloccato con sicurezza da Dida.
Al 41' palla profonda di Zambrotta per Pato ma Curci anticipa il brasiliano. Al 45' Vergassola, pescato in area da Maccarone e pressato da Ambrosini, esplode un destro al volo che finisce alto.
Nei minuti di recupero, al 48', arriva il raddoppio del Milan grazie al micidiale fiuto del gol di Pippo Inzaghi: corner dalla sinistra battuto da Beckham, sinistro al volo di Superpippo nell'affollata area di rigore senese e... 299!
Squadre a riposo dopo un primo tempo in cui il Milan è bravo a concretizzare le poche occasioni da gol create e il Siena forse non merita il doppio svantaggio.
Nella ripresa, dopo oltre un mese di assenza, si rivede finalmente il campo Ricky Kakà che prende il posto di Ambrosini. E' subito bravo Ricky a far girare la palla e a far venire il mal di testa alla difesa senese.
Al 6' Calaiò va in gol, ma viene fermato in netto fuorigioco.
Al 10', dopo aver trascorso buona parte della partita nell'ombra, fantastico gol di Pato, frutto di un gran tiro dalla distanza che si infila a mezza altezza alla sinistra di Curci.
Tre minuti più tardi incredibile errore di Kakà, che sbaglia un gol a porta spalancata a due passi da Curci.
Il Siena non demorde e al 17' accorcia le distanze con Maccarone, che rispetta l'appuntamento con il gol contro il Milan con il quarto centro con la maglia bianconera contro Maldini & compagni: tiro angolato che si infila alla sinistra di Dida.
Al 26' l'apoteosi di Superpippo Inzaghi che raccoglie il suggerimento di Pirlo e infila sul primo palo il gol numero 300 della sua straordinaria carriera! Per festeggiare, sventola una maglia con il suo nome e, sulla schiena, la cifra tonda tanto sognata, voluta, che chiude un cerchio perfetto: il primo sigillo dei suoi 300 sigilli da calciatore, il 20 dicembre 1992, lo aveva segnato con la maglia del Leffe guardacaso proprio contro il Siena.
Negli ultimi 20 minuti di gioco c'è spazio ancora per una bella e per una brutta notizia: quella bella è il gol dell'1-5 firmato da Pato, che al 33' penetra in area, evita Curci in uscita e infila a porta vuota, confermandosi sempre più capocannoniere del Milan con 14 gol in campionato, 17 stagionali. Quella brutta, ma per fortuna non è niente di grave, è l'uscita dal campo di Kakà per una contusione al piede sinistro. Al suo posto Ronaldinho.
Al 40' il Siena cerca di rispondere alla goleada rossonera con Codrea, la cui conclusione è però sfortunata e si stampa sulla traversa.
Finisce 1-5 per il Milan: un altro passo verso l'Europa è fatto.
lunedì 9 marzo 2009
Pippo mio!!!
Tre lampi di Inzaghi, in un pomeriggio per molti versi con poche luci, bastano al Milan per battere 3-0l'Atalanta e sfruttare al meglio il crollo delle avversarie (Genoa, Fiorentinae, per metà, Roma) allungando a +5 il vantaggio sulla quarta in classifica.Superpippo punisce i nerazzurri, ottimi fino alla trequarti, sfruttando al 7' un cross di Jankulovski, al 26' della ripresa un assit di Pato e tre minuti dopo un "regalo" di Zambrotta.Ufficiale: Beckham rimane al Milan

David Beckham resterà al Milanfino alla fine della stagione e tornerà ai Los Angeles Galaxy solo in luglio. Il prestito dell'inglese, inizialmente valido fino all'8 marzo, è stato prolungato, come per primo ha fatto sapere il club statunitense. "Non comunichiamo i costi dell'operazione - ha commentato Adriano Gallianidopo il successo sull'Atalanta - ma il giocatore ha fatto uno sforzo economico incredibile e lo ringraziamo per questo".
Il 33enne centrocampista ed i rossoneri verseranno nelle casse dei Galaxy "una cifra multimilionaria" che garantirà l'estensione del prestito. I californiani, si ricorderà chiedevano 10 milioni di dollari, il Milan ne offriva 3. Logica vuole che la strada buona sia stata trovata nel mezzo, intorno ai 5 milioni.
Beckham ha così festeggiato il raggiungimento di quello che era da tempo il suo obiettivo in campo, in Milan-Atalanta, partita che, originariamente, avrebbe dovuto rappresentare la sua ultima esibizione in rossonero. "Sono grato ad entrambe le società per avere fatto diventare realtà questo sogno -ha scritto l'inglese in un comunicato- mi sarà permesso di giocare nella stessa stagione al Milan e ai Galaxy, con la possibilità di poter mantenere il mio impegno per la Major League Soccer e per lo sviluppo del calcio negli Stati Uniti, un aspetto che mi appassiona molto".
Reazioni pacate e "politically correct" anche da parte della dirigenza dei Galaxy: "E' stato scritto molto su questa vicenda, ma la nostra intenzione è sempre stata quella di trattenete Beckham -ha dichiarato il presidente Tim Leiweke-siamo felici che tornerà da noi, ma ci siamo resi conto che sarebbe stato molto importante permettergli di continuare la sua corsa con il Milan, una corsa molto importante".
venerdì 6 marzo 2009
"Per Beckham mancano solo le firme"

Per l'ufficialità della permanenza diDavid Beckham al Milan "mancano solo le firme". Parola di Adriano Galliani. "Sono molto ottimista - ha detto l'ad - dovremmo esserci. L'annuncio potrebbe arrivare a ore o a giorni". L'accordo con i Los Angeles Galaxy è stato trovato nella serata di giovedì per una cifra intorno ai 5 milioni di dollari. L'inglese rimarrà in rossonero fino al termine della stagione per poi tornare in California a luglio.
Beckham, per prolungare la sua avventura milanese, ha deciso di rinunciare a parte dell'ingaggio, aiutando così il Milan ad accontentare le richieste dei Los Angeles Galaxy. A gennaio 2010, quando scadrà il contratto con gli americani, il centrocampista sarà libero di ritornare a Milano, questa volta definitivamente e con tutta la famiglia.
lunedì 2 marzo 2009
MILAN:MOTIVI CRISI

La crisi è stata aperta ufficialmente dalla sconfitta contro la Sampdoria. E la dirigenza del Milan si è ritrovata intorno alle 9 nella sede di via Turati per cercare di capire i motivi del delicato momento della squadra, eliminata anche dalla Coppa Uefa, e per trovare delle soluzioni immediate. Il tecnico Carlo Ancelotti non è in discussione, almeno fino a fine stagione, ma è stata ribadita l'assoluta necessità di arrivare almeno al terzo posto.
Una crisi, quella del Milan, che è stato riconosciuto dipendere anche dai numerosi infortuni, a cominciare da quella di Kakà.
L'amministratore delegato rossonero Adriano Galliani, presente al tavolo della discussione insieme adAriedo Braida e Leonardo, ha lasciato la sede poco prima delle 13 senza rilasciare dichiarazioni. Ma ci sarebbe da parte sua ottimismo, anche se tutti si aspettano risposte già contro l'Atalanta.
SAMPDORIA-MILAN 2-1
domenica 22 febbraio 2009
Il gianduiotto di Seedorf

Senza Kakà, Ronaldinho e Pato (assente dell'ultima ora), oltre a Sheva e Borriello, il Milan è riuscito a superare il durissimo ostacolo Cagliari per 1-0. A San Siro ha risolto il contestato Seedorf al 20' della ripresa, sfruttando una furbata di Inzaghi, che ha spinto Lopez addosso a Marchetti in uscita. Una doppia beffa per i sardi. Solo un ottimo Abbiati e un palo (su tiro di Cossu a inizio ripresa) hanno bloccato la squadra di Allegri.
E' un Milan in grande emergenza quello che scende in campo a San Siro: l'ultima defezione è quella diPato. Una brutta tegola, anche perché di fronte c'è un avversario non solo tosto, ma tecnicamente e tatticamente ben messo in campo. Lo dice la classifica e bastano pochi minuti per capirlo. Sedici per la precisione, tanti ne servono ad Acquafresca per costringere al miracolo Abbiati, bravo a respingere una girata da pochi passi. Sussulto poco dopo, quando Inzaghi insacca su perfetto assist di un claudicante Seedorf, ma è in chiaro fuorigioco.
Nell'ultimo quarto d'ora i sardi ci credono, aumentano il ritmo e vanno vicini al gol ancora con Acquafresca, che spreca di testa, e Cossu, il cui tiro da fuori viene prontamente respinto. Dagli spalti milanisti piove qualche fischio, ma le facce mostrano anche un po' di paura.
Ancelotti e Allegri non cambiano nell'intervallo e non cambia nemmeno l'andamento del match. Cagliari pungente e Milan macchinoso. Tempo cinque minuti e il palo respinge un missile di Cossu ad Abbiati superato, rigettando nello stomaco l'urlo di gioia del rossoblù.
Ma il peggio per gli ospiti doveva ancora arrivare, perché al 20' ecco il vantaggio del Milan, tra l'altro col giocatore più contestato: Inzaghi spinge furbescamente Lopez addosso a Marchetti in uscita, il pallone arriva dalle parti di Seedorf che insacca senza problemi. Il Cagliari protesta (anche per qualche decisione arbitrale dubbia su alcuni fuorigioco), ma si spegne lentamente, mentre i rossoneri riprendono coraggio dopo una partita tutta col freno a mano tirato.
Il match, così, scorre via senza altre emozioni (se tali si possono definire), se non la faccia sorpresa di Inzaghi quando lui, unica punta, viene tolto per lasciare spazio ad Ambrosini. Insomma, applausi al Cagliari per l'ennesima dimostrazione di valore, ma i tre punti a un Milan che, inevitabilmente, deve attendere tempi migliori. E il rientro delle sue stelle brasiliane.
MILAN-CAGLIARI 1-0
mercoledì 18 febbraio 2009
GAME OVER A SAN SIRO
Il calcio si gioca con i piedi, ma se quando la palla è alta (o contesa) a prenderla sono sempre gli altri, vincere è difficile. Molto difficile. Se poi ci si mette anche una mano di troppo, allora diventa impossibile. Il derby che, salvo sorprese, chiude i giochi in ottica scudetto, può essere letto così. Non prima di aver appaludito (chi più chi meno) i 27 giocatori scesi in campo che hanno regalato agli 80.000 sugli spalti e al miliardo di telespetattori davanti alla televisione una partita di rarà intensità ed emozione.
Si inizia e la sensazione (che verrà presto confermata) è quella che per la difesa del Milan sarà una brutta serata. Il primo a combinarla grossa è Maldini che si perde Adriano sul cross di Maicon: colpo di testa, tocco di mano, gol. Involontario, ma decisivo: si discuterà. Il vantaggio nerazzurro non sveglia il Milan che finisce ancora ko al termine della prima frazione di gioco: è Stankovic ad approfittare della sponda di Ibra che a sua volta aveva sfruttato la latitanza di Kaladze.
Nella ripresa Adriano potrebbe chiudere i conti dopo l'ennesimo svarione di Kaladze, ma apre troppo il sinistro e spreca malamente. Il 3-0, allora, potrebbe realizzarlo Ibra, ma Abbiati si supera e mette in angolo. Gol sbagliato, gol subito, diceva il vecchio saggio. E, puntuale, arriva la rete del Milan che riapre la partita. Ronaldinho (sempre e solo lui) inventa, Jankulovski serve Pato ed è 1-2. Inzaghi (entrato da poco) dà il via all'assedio rossonero che, però, si infrange puntualmente sul muro eretto da Julio Cesar che, quasi da solo, prende in mano i tre punti e non li lascia più. Ago e filo sono pronti. I sarti si mettano al lavoro. Lo scudetto può essere nuovamente cucito sulle maglie nerazzurre.
INTER-MILAN 2-1
domenica 8 febbraio 2009
Kakà infortunato, derby a rischio

Le quotazioni dicono questo anche se i valori sembra che possano cambiare da un momento all'altro. Uno che sicuramente è capace di far spostare gli equilibri di una gara ma anche di un campionato è sicuramente Kakà che, dopo aver rifiutato l'offerta faraonica del Manchester City, si era ripromesso di vincere con il Milan a partire da quest'anno, riferimento al campionato, vero obiettivo della società per questa stagione.
La sfortuna però si è abbattua su di lui e sul Milan dato che nel match contro la Reggina il brasiliano, tentando di calciare il pallone, ha trovato lo scarpino di un avversario. Lo abbiamo visto zoppicare e chiedere subito il cambio. Il dolore sul suo volto non faceva immaginare nulla di buono e infatti gli esami radiologici hanno confermato che si tratta di un trauma contusivo al piede sinistro. L'infortunio potrebbe (sembra quasi certo) far saltare al campione del Milan il prossimo match che coincide con la "gara delle gare", l'incontro più atteso dai tifosi e forse quello decisivo per stabilire se il campionato può avere qualche altra pretendende alla vittoria finale oltre all'Inter.
Il dubbio sulla presenza di Kakà accompagnerà la città di Milano per tutta la settimana, ma una cosa è certa: Ancelotti è pronto a mandarlo in campo anche su un piede solo. Chi non lo farebbe?
mercoledì 4 febbraio 2009
"BECKHAM TRATTA CON I GALAXY"
David Beckham parla coi Galaxy. Lo Spice Boy sta cercando una via d'uscita per risolvere il contratto col club statunitense e andare al Milan, come emerge dalle parole dell'ad rossonero, Adriano Galliani: "I legali di Beckham stanno parlando con i Los Angeles Galaxy che e' il club legittimo proprietario del suo cartellino - ha detto prima di imbarcarsi per la Scozia con la squadra per l'amichevole coi Rangers -. Se loro si rendono disponibili ad affrontare una trattativa, noi saremo ben felici di farla. In questo momento non c'è né ottimismo, né pessimismo. Il giocatore è dei Galaxy, noi ci auguriamo che decidano di cederlo, ma se non cambiano idea il giocatore èloro".
"Noi cercheremo di acquisirlo o in prestito fino a fine stagione o a titolo definitivo, altrimenti con grande dispiacere di tutti, a partire da me, Beckham dovrà ripartire - ha aggiunto Galliani -. I giocatori possono fare le loro scelte, ma i club possono dire di no ai loro desideri. I Los Angeles Galaxy peraltro con noi sono sempre stati molto gentili e si sono comportati in maniera molto signorile. In ogni caso in questo momento non c'è una trattativa e non c'è una nostra offerta, ci sono i legali di Beckham che stanno parlando con Los Angeles. Per intavolare e chiudere una eventuale trattativa c'è tempo fino all'8 marzo sera".
lunedì 2 febbraio 2009
Pato-Ambrosini-Kakà, Lazio ko

All'Olimpico il Milan vince 3-0 contro la Lazio e sorpassa la Juventus agguantando il secondo posto. A un primo tempo incolore nel quale i rossoneri hanno sofferto molto, ha fatto seguito una ripresa dove si è visto un altro Milan. Bene Beckhamche sforna due cross perfetti sia perPato autore del primo gol, sia perAmbrosini che di testa batte ancora Muslera. Poi ci pensa Kakà a chiudere la gara. E ora l'Inter è a 6 punti.
Primo febbraio: Ancelotti dovrà cerchiare questa data in rosso sul calendario. Il Milan, in piena emergenza difesa, fa bottino pieno all'Olimpico in una giornata che vede l'Inter capolista fermata dal Torino e la Juve sconfitta, nell'anticipo, dal Cagliari. Ma il risultato pieno del Milan non inganni. Nel primo tempo i rossoneri mettono in campo giocate lente, incolore e prevedibili. Solo Jankulovski sembra in palla. Le sue incursione sono le sole ad impensierire la difesa laziale. Dall'altra parte gli uomini di Rossichiudono gli spazi, sono attenti e precisi. Non solo: la scelta di far giocare Meghni al posto di Maurisembra la mossa giusta. Il francese è attivo e spesso si fa vedere in area. Bravo anche Zarate che va vicino al gol al 37°, ma Abbiati si supera e salva il risultato. Poi al minuto 42, grazie a un assist perfetto di Beckham, Pato di prima, con un piatto potente e preciso batte Muslera. E un minuto dopo, ancora su assit perfetto del centrocampista inglese, il brasiliano supera ancora il numero 1 laziale, ma il gol è annullato. E il primo tempo a sorpresa si chiude a favore dei rossoneri.
Bastano poi 3 minuti della ripresa e il Milan raddoppia grazie al solito Beckham che mette sulla testa diAmbrosini un cross perfetto: Muslera ancora battuto e Milan che ora pare giocare sul velluto. La Lazio, imbambolata, sbaglia tutto e il Milan invece fa tutto bene. E così dopo un fallo di rigore reclamato per fallo di mano in area di De Silvestri, il Milan chiude i conti. A mettere la firma sul 3-0 è Kakà che poco prima del gol aveva fatto tremare il palo alla sinistra del portiere laziale. Finisce con la netta vittoria dei rossoneri, ma soprattutto finisce, almeno per ora la rincorsa alla Juventus. Il Milan, nonostante una partita non certo esaltante, nella serata romana, si conferma così la vera anti Inter.
mercoledì 28 gennaio 2009
Becks, ardua scelta

Prolungare il sogno italiano fino a giugno 2010 o tornare a marzo tra le file dei Los Angeles Galaxy? ADavid Beckham l'ardua risposta. Che arriverà in sei giorni. Il Milan ha dato la sua disponibilità, secondo il 'Sun' martedì ha avviato la trattativa con il club americano: ha pronto il contratto, fino a metà del 2010 appunto, e i 5 milioni di euro per acquistarlo. Entro la fine del mercato invernale il nazionale inglese dovrà dunquedecidere.
"Giocare in Italia è il sogno di ogni calciatore. Certe partite negli Usa sono così frustranti...": a sentire le considerazioni in cui Becks si è lasciato andare con il 'Corriere della Sera', sembra che la scelta siafatta. Ma non c'è solo la soddisfazione personale: "Decidere non è facile, è un affare che richiede tempo. Io sono sotto contratto e ho rispetto per i Galaxy - spiega - Gli americani stanno facendo di tutto per migliorare il livello e la reputazione del loro calcio, ma credo ci vogliano ancora una decina d'anni".
Restare fedele alle scelte fatte, continuare a crederci e tornare a vivere con la famiglia, oppure lasciarsi andare alla tentazione di un campionato che fa davvero gola. "Per giocare qui devi essere bravo tecnicamente. Che la A fosse 'very strong' lo sapevo già", commenta elogiando l'Italia. E non risparmia apprezzamenti per allenatore e compagni di squadra: "Del Milan mi ha sorpreso come si sono dati da fare tutti per mettermi a mio agio. Gattuso è incredibile, mi fa ridere. Ancelotti? Ha un'aura carismatica, quando entra nello spogliatoio accade qualcosa di speciale". Sarà abbastanza per concedersi alle lusinghe italiane?
domenica 25 gennaio 2009
Bologna ko

martedì 20 gennaio 2009
Kakà festeggia coi tifosi
Siamo rossoneri. Rossi come il fuoco e neri come la notte. Le cose vere della nostra vita sportiva accadono di notte. Non solo trofei e inimitabili notti europee. Non solo...Ricardo Kakà è arrivato da noi una notte di sei anni fa, era Ferragosto, ed è rimasto da noi di notte, nel mezzo di un mese freddo, gelido, diventato improvvisamente e splendidamente caldo. La notte è una linea, il confine fra il vecchio e il nuovo giorno. E all'appuntamento con quel margine le grandi scelte e i destini del Milan, le grandi vittorie e i sogni dei rossoneri arrivano quasi sempre compatti, quasi sempre a braccetto. Oggi il Milanista ha il cuore caldo e il sorriso stampato sul volto. Nel rispetto di tutti, avversari compresi, ma con una grande gioia dentro.
E' stato, stra-giustamente, il presidente (solito inciso, non lo è ufficialmente ma per tutti noi lo è) Berlusconi, a dare a tutti la grande notizia. Non poteva essere che lui. Ma non è stato un semplice annuncio. E' stata la conferma che, ventitre anni dopo, il presidente e i nostri tifosi sono gli stessi di ventitre anni fa. Nel 1986 i tifosi rossoneri si sono meritati questo presidente dimostrando di poter stare in tantissimi vicino alla squadra anche in momenti di estrema difficolta convincendo il grande imprenditore che ci fosse il piedistallo giusto, la base giusta, per fare la grande scelta. Nel 2009 il presidente si è ritrovato, oggi come allora, sulla stessa linea dei suoi tifosi che, nel corso di quattro giorni, da San Siro a via Turati, hanno prodotto amore. Tanto amore.
E Ricardo Kakà? Con la sua famiglia, mamma Simone e papà Bosco? Il Kakà e la Famiglia di sempre. Prima di Natale Ricky raccontava a Milan Channel che sogna suo figlio Luca tifoso rossonero al primo anello verde, protagonista delle bellissime iniziative di intrattenimento che il Club realizza ogni domenica per i bambini. Non è cambiato nulla, quindi, non ci sono stati colpi di scena. Il salto di qualità alle nostre ore lo ha fatto fare la sua scelta finale, ma ci siamo abituati dopo tante partite e tanti gol. Con il tempo si passerà sopra anche alle clamorose inesattezze che in questi giorni sono state dette e sulla famiglia di Ricardo. Una famiglia che sappiamo, e che sarà sempre così, sensibile, profonda, sorridente e garbata.
Last but non least, il pensiero per la squadra. I nostri giocatori sono stati impeccabili sabato sera: professionali e concentrati come sempre nel battere la Fiorentina senza accusare la particolarissima atmosfera dello stadio, vicini e mai invadenti nei confronti del loro compagno di squadra alle prese con ore delicate e importanti. Grazie ai nostri campioni di sempre per sabato sera, per quei tre punti e per come li hanno voluti, dal Capitano e da Abbiati a tutti i difensori, da Pirlo e Ambro a tutti i centrocampisti, da Pato e Clarence a tutti gli attaccanti: sono stati trascurati per qualche giorno, ma sono belle persone e capiranno senza tentennamenti. Ma da questo momento avanti, tutti insieme, come sempre, con il Milan nel cuore.
lunedì 19 gennaio 2009
Kakà-Milan, dentro o fuori

INDUBBIAMENTE PATO
Da quando gioca nel Milan, è trascorso poco più di un anno (era il 13 gennaio 2008...) dalla sua prima partita ufficiale in rossonero, Alexandre Pato ha segnato 20 gol in partite ufficiali in 369 giorni. E' vero che fra Campionato, Champions League e Coppa Uefa, le sue presenze ufficiali sono 44, ma se si calcolano i minuti effettivamente giocati (2728) le partite intere giocate dal talento di Pato Branco sono 30. Una media superiore, quindi, la sua, al gol ogni due partite.Alexandre Pato in questa stagione ha segnato 11 gol: sei a San Siro contro Zurigo, Lazio, Wolfsburg, Udinese e Fiorentina, cinque in trasferta contro Reggina, Torino, Juventus e Roma. La sua crescita era quindi attesissima. Quelli della scorsa stagione, dunque, non erano solo germogli, episodi fini a sè stessi. Tutto ciò di cui si era accorto il Milan dal settembre al dicembre del 2007, quando Patinho si allenava e basta, non era gomma da masticare, non era retorica fine a sè stessa.Il 2008, e il primo sussulto del 2009, parlano chiaro: Pato ha avuto a disposizione nel Milan nove mesi e mezzo di calcio italiano, da gennaio a maggio e da settembre ad oggi. In questi nove mesi ci sono stati un paio di infortuni (il più lungo da smaltire quello alla caviglia a Firenze a inizio febbraio) e il giro del mondo fatto in occasione delle Olimpiadi e delle varie convocazioni per la Nazionale brasiliana. Bene, in questi nove mesi le cifre sono nitide: 9 gol in campionato da gennaio a maggio, 9 in campionato più 2 in Uefa da settembre ad oggi. In totale fanno 20. Più i due gol in Nazionale brasiliana: squadra "A" a Londra contro la Svezia e Olimpica in Cina contro la Nuova Zelanda.MILAN-FIORENTINA 1-0
mercoledì 14 gennaio 2009
IL MILAN DICE NO AL MANCHESTER CITY
Le ragioni di un "no". Perché sono molte, quelle che hanno respinto anche l'assalto del Manchester City a Kakà. In primo luogo, giusto il fatto che si tratti del Manchester City, in lotta per non retrocedere dalla Premiership. Per quale ragione il brasiliano dovrebbe accettare la seconda squadra di Manchester - già rifiutata in estate da Ronaldinho, il quale preferendo il Milan ha rinunciato a 30 milioni di euro netti nella sua busta paga dei prossimi 5 anni - dopo aver messo alla porta Real Madrid e Chelsea? Proprio il club londinese pochi mesi fa, in quel famoso incontro sul panfilo di Abramovich a Portofino tra il magnate russo, offrì le stesse cifre che ora offre il "Man C". Più o meno.Perché stando ai titoli sulle prime pagine dei tre quotidiani sportivi italiani, ballano una ventina di milioni: per la "Gazzetta" l'offerta dello sceicco Mansour Bin Zayed Al Nahyan è di 100 milioni di euro, per "Tuttosport" 110, il "Corriere dello sport" parla di 120. Bazzecole, comunque, per Mansour e il suo scudiero Khaldoon Al Mubarak che comprarono il club inglese dalla mattina alla sera buttando sul tavolo 200 milioni e aggiungendo in poche ore 32 milioni per acquistare Robinho dal Real. Del resto, al signor Mansour è accreditato un patrimonio di 30 miliardi di euro, cosa volete che sia un Kakà qualsiasi...
La storia dell'incontro di martedì è singolare e non parte affatto da Kakà, ma dalla necessità degli sceicchi di trovare un portiere. Per questo hanno contattato l'uomo-mercato rossonero Ernesto Bronzetti, il quale da molti mesi fa la spola con l'Inghilterra (prima la vicenda Ronaldinho, poi Ivanovic, poi i sondaggi su Alex, Drogba e ora Agger). Dida era il tema di martedì. Poi, una volta in sede, come una signora capricciosa al supermercato Mansour ha incominciato a chiedere il prezzo di tutti. Giunti al punto Kakà, Adriano Galliani ha risposto che non ha prezzo e non ha mercato perché non è e non sarà mai in vendita. A quel punto la cannonata degli arabi di Manchester, cui Galliani ha risposto con una stretta di mano, un sorriso e un doppio "no".
Il dovere di un vicepresidente-amministratore delegato come Galliani, rispetto a un'offerta stratosferica al club e a un giocatore, è quello di informare la proprietà e il giocatore stesso. E Galliani sapeva perfettamente quali sarebbero state le risposte sia di Berlusconi - aldilà delle battute in pubblico - sia di Riky (non si capisce perché qualcuno scriva "Ricky" che andrebbe letto "Ricchi" e non "Richi", tra le altre cose). E queste sono state infatti le risposte del presidente e del numero 22: "no" e "no". Grazie.
Un'altra ragione del no: l'immagine del suo amico Sheva stranito a Londra e affannato a Milanello, buttati 2 anni e mezzo di carriera, fa molto riflettere Kakà prima di cambiare aria. Ora semmai le considerazioni da fare, sventato un altro attacco al Bambino d'oro, sono altre. Sono di campo. Con la dolce, spregiudicata serenità di un ragazzo leale e un uomo sincero, Kakà ha parlato poche settimane fa di un ruolo che non gli si addice. Bisogna fare in modi che torni ad avere gli spazi che ora non ha più, essendo parso anche domenica sera ingabbiato dalla sua stessa squadra.
Il problema non è la gelosia per Ronaldinho, a questo ha risposto chiaramente a Dubai durante la conferenza stampa Adidas in cui, presenti anche Ancelotti, Seedorf e Beckham, le attenzioni e le domande dei giornalisti erano riservate solo ed esclusivamente all'inglese: "Ma lei, Kakà, era la stella, poi il Milan ha preso Beckham, ha preso Ronaldinho, e ora lei è solo una delle stelle e qui nessuno le fa domande". Sorridendo, Riky ha risposto: "Al Milan le invidie e le gelosie non fanno parte della cultura e del modo di pensare, chi ne soffre è meglio che non venga qui o se già c'è, che se ne vada. Quanto a me, sono 2 giorni che mi intervistano italiani e arabi, se oggi tocca a David per me è un sollievo". Il giorno prima, al campo del Al Nasr Club, aveva infatti ribadito: "Fino a quando i miei obiettivi coincideranno con quelli del Milan, non mi muoverò da qui".
La moglie vive da reginetta a Milano, i suoi genitori e suo fratello Digao - lautamente stipendiato dal Milan, attualmente in Brasile a curarsi - pure. Alla colonia brasiliana si è aggiunto anche Thiago Silva e non è escluso che dal San Paolo la prossima estate arrivi il centrocampista Hernanes che è un pupillo del Bambino. Servirà tra poco un altro ritocchino al contratto (già modificato 3 volte in poco più di 2 anni), bisognerà rinforzare la trincea dal prossimo assalto (Real Madrid? Chelsea? Manchester City? Emirates Football Team? F.C.Dubai?), si potrà organizzare un'amichevole a San Paolo tra qualche mese, insomma il Milan dovrà fare altre coccole e moine a Kakà.
Ma la catena anche questa volta non si è spezzata. Se possibile, casomai, sembra essersi rinforzata.
domenica 11 gennaio 2009
SUPER PATO, PARI DA SHOW

ROMA - David Beckham all’esordio nel campionato italiano dal primo minuto: è questa la grande sorpresa del posticipo della 18° giornata di Serie A.
E’ dunque un Milan “a sei stelle” quello che, all’Olimpico, affronta la Roma di Luciano Spalletti. In campo, tutti insieme
dall’inizio, Beckham, Pirlo, Seedorf, Kakà, Ronaldinho e Pato. Fantasia, tecnica e qualità al potere. Voglia di offendere, nel senso calcistico del termine, assoluta. In difesa, spazio a Favalli al posto di Kaladze. La Roma, orfana di Totti, punta su Taddei, Vucinic e Baptista.
Una nota divertente al momento dell’ingresso in campo delle squadre: l’abbraccio tra Ancelotti e Spalletti, e l’invito a sedersi sulla panchina giallorossa rivolto dal tecnico romanista a quello rossonero. Ovviamente si tratta di uno scherzo, accolto con il sorriso da un divertito Ancelotti prima di dirigersi verso la sua panchina.
Primo tempo senza grossi rischi da una parte e dall’altra. Ma è la Roma ad andare in vantaggio al 22’ grazie ad una gran giocata nell’area piccola di Vucinic, servito da Riise. Beckham sforna molti palloni dalla destra, ma nessun compagno è pronto a raccogliere i suoi suggerimenti.
Se il primo tempo è avaro di emozioni, nel secondo tempo è tutta un’altra storia. La parola d’ordine è spettacolo. E’ il Milan a cambiare marcia grazie a due fuoriclasse che rispondono al nome di Kakà e Pato.
Al 4’ Ricky serve un delizioso assist dalla sinistra per il Papero: solo davanti a Doni, il brasiliano non può sbagliare. Ma la vera
standing ovation arriva quattro minuti più tardi: una sensazionale accelerazione palla al piede del diciannovenne di Pato Branco mette fuori gioco Mexes. Il successivo tocco sotto scavalca Doni. Per il brasiliano decimo gol stagionale (8 in campionato), ma soprattutto la seconda doppietta consecutiva e la definitiva consacrazione: siamo davanti a un campione assoluto.
A rovinare la festa rossonera, al 27’ il pareggio di Vucinic che approfitta di un rimpallo e, in tuffo di testa, mette fuori gioco Abbiati. Per il montenegrino è il quarto gol in tre partite consecutive contro il Milan.
Buona la prima di David Beckham: 89’ in campo, umiltà a profusione e, soprattutto, la capacità di mettersi a disposizione della squadra. Hollywood e i suoi lustrini sono lontani anni luce…
ROMA-MILAN: I CONVOCATI DI CARLO ANCELOTTI
Abbiati, Dida, Kalac, Maldini, Kaladze, Zambrotta, Jankulovski, Favalli, Senderos, Antonini, Darmian, Emerson, Cardacio, Pirlo, Ambrosini, Beckham, Flamini, Pato, Inzaghi, Seedorf, Kakà, Shevchenko, Ronaldinho.
Indisponibili: Bonera, Nesta, Gattuso, Borriello.
giovedì 8 gennaio 2009
Beckham: "Stanco ma felice"
Il centrocampista inglese è soddisfatto del suo debutto col Milan: "Mi sono trovato bene, sarò a disposizione di Ancelotti anche contro la Roma".

Il Milan ha festeggiato il debutto di David Beckham con una vittoria ai rigori in amichevole contro l'Amburgo.
lunedì 5 gennaio 2009
SHEVA CAMBIA PASSO
Sulla partita di domani, ancora l'allenatore del Milan: "Vogliamo mettere in mostra tutte le nostre migliori qualità, con l'obiettivo di divertire il pubblico e certamente di vincere. Gli unici due giocatori indisponibili saranno Bonera e Borriello, so che c'è tanta curiosità attorno a David Beckham e posso tranquillamente dire che il giocatore è a disposizione e può quindi giocare. In questi giorni lui ha lavorato molto bene e ho notato da parte sua una grandissima disponibilità e predisposizione al lavoro. Nove punti dall'Inter? Sono tanti ma nella prima parte della stagione abbiamo dovuto purtroppo fare i conti con diversi infortunati, in particolar modo nel reparto difensivo e l'assenza di Nesta e di altri giocatori ci ha creato qualche problema. Il nostro obiettivo è quello di recuperare al meglio tutti questi giocatori per la seconda parte del campionato e sono convinto che la squadra non tradirà le attese".