mercoledì 18 febbraio 2009

GAME OVER A SAN SIRO

Il calcio si gioca con i piedi, ma se quando la palla è alta (o contesa) a prenderla sono sempre gli altri, vincere è difficile. Molto difficile. Se poi ci si mette anche una mano di troppo, allora diventa impossibile. Il derby che, salvo sorprese, chiude i giochi in ottica scudetto, può essere letto così. Non prima di aver appaludito (chi più chi meno) i 27 giocatori scesi in campo che hanno regalato agli 80.000 sugli spalti e al miliardo di telespetattori davanti alla televisione una partita di rarà intensità ed emozione.

Si inizia e la sensazione (che verrà presto confermata) è quella che per la difesa del Milan sarà una brutta serata. Il primo a combinarla grossa è Maldini che si perde Adriano sul cross di Maicon: colpo di testa, tocco di mano, gol. Involontario, ma decisivo: si discuterà. Il vantaggio nerazzurro non sveglia il Milan che finisce ancora ko al termine della prima frazione di gioco: è Stankovic ad approfittare della sponda di Ibra che a sua volta aveva sfruttato la latitanza di Kaladze.

Nella ripresa Adriano potrebbe chiudere i conti dopo l'ennesimo svarione di Kaladze, ma apre troppo il sinistro e spreca malamente. Il 3-0, allora, potrebbe realizzarlo Ibra, ma Abbiati si supera e mette in angolo. Gol sbagliato, gol subito, diceva il vecchio saggio. E, puntuale, arriva la rete del Milan che riapre la partita. Ronaldinho (sempre e solo lui) inventa, Jankulovski serve Pato ed è 1-2. Inzaghi (entrato da poco) dà il via all'assedio rossonero che, però, si infrange puntualmente sul muro eretto da Julio Cesar che, quasi da solo, prende in mano i tre punti e non li lascia più. Ago e filo sono pronti. I sarti si mettano al lavoro. Lo scudetto può essere nuovamente cucito sulle maglie nerazzurre.


INTER-MILAN 2-1 





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